Storia della Magia in cinque minuti... Senza tema di essere smentiti, possiamo tranquillamente asserire che il gioco di prestigio è nato con
l'uomo. L'essere umano ha sempre cercato di superare il suo simile, sia per profitto che per vanità e per farlo ha spesso ritenuto adatto qualsiasi mezzo. È facile ad esempio supporre che nei tempi preistorici, quando la forza
fisica non bastava da sola ad assicurare il dominio sulla tribù, si sia ricorsi ad altre arti per sbalordire, intimorire e sovrastare i compagni, arti sottili conosciute per secoli con il tenebroso nome di "magia", una
scienza diabolica e paurosa, ma null'altro in realtà, che una serie di abili giochi di prestigio ben eseguiti e accolti con cieca fiducia, come magia da un pubblico troppo credulone. Ecco così apparire le figure del medico-stregone
del sacerdote-sciamano, del profeta, espertissimi in ogni genere di magia, perché da essa dipendeva non solo il loro potere temporale, ma anche e soprattutto, il pane quotidiano. Ne troviamo traccia nella storia di ogni civiltà,
tanto che ancora ai nostri giorni sopravvivono e prosperano in un numero incalcolabile, nelle isole filippine, nelle foreste africane, nei monasteri indiani e nella giungla brasiliana. Ma dove la civiltà avanza, la figura del mago
si trasforma assai ben presto in quella assai più veritiera del prestigiatore per dirla con Plauto, e l'"oh" di meraviglia per l'evento miracoloso, si muta pian piano nell'applauso corale ad un'abilità e a una bravura
tanto particolare. Il prestigiatore non è più uno stregone, più avanti apprezzato dai Greci e Romani nel gioco dei bussolotti, si nasconde però prudentemente durante l'oscuro periodo medievale per evitare di finire sul rogo. Per
riapparire col Rinascimento, per rallegrare le serate dei grandi signori. |
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