Storia della Magia in cinque minuti...

Senza tema di essere smentiti, possiamo tranquillamente asserire che il gioco di prestigio è nato con l'uomo. L'essere umano ha sempre cercato di superare il suo simile, sia per profitto che per vanità e per farlo ha spesso ritenuto adatto qualsiasi mezzo. È facile ad esempio supporre che nei tempi preistorici, quando la forza fisica non bastava da sola ad assicurare il dominio sulla tribù, si sia ricorsi ad altre arti per sbalordire, intimorire e sovrastare i compagni, arti sottili conosciute per secoli con il tenebroso nome di "magia", una scienza diabolica e paurosa, ma null'altro in realtà, che una serie di abili giochi di prestigio ben eseguiti e accolti con cieca fiducia, come magia da un pubblico troppo credulone. Ecco così apparire le figure del medico-stregone del sacerdote-sciamano, del profeta, espertissimi in ogni genere di magia, perché da essa dipendeva non solo il loro potere temporale, ma anche e soprattutto, il pane quotidiano. Ne troviamo traccia nella storia di ogni civiltà, tanto che ancora ai nostri giorni sopravvivono e prosperano in un numero incalcolabile, nelle isole filippine, nelle foreste africane, nei monasteri indiani e nella giungla brasiliana. Ma dove la civiltà avanza, la figura del mago si trasforma assai ben presto in quella assai più veritiera del prestigiatore per dirla con Plauto, e l'"oh" di meraviglia per l'evento miracoloso, si muta pian piano nell'applauso corale ad un'abilità e a una bravura tanto particolare. Il prestigiatore non è più uno stregone, più avanti apprezzato dai Greci e Romani nel gioco dei bussolotti, si nasconde però prudentemente durante l'oscuro periodo medievale per evitare di finire sul rogo. Per riapparire col Rinascimento, per rallegrare le serate dei grandi signori.
Perfeziona la propria arte come "intrattenimento scientifico" (come Robert Houdin che fu incaricato dal suo governo di calmare le ribellioni dei Marabutti in Algeria) e quella ancor più sottile di offrirla. Inventa, studia e s'impegna fino a raggiungere, nel diciottesimo e diciannovesimo secolo il completo dominio delle platee. In questi due secoli l'arte della prestidigitazione è all'apice: nomi famosi incantano gli spettatori più scettici dalle corti d'Inghilterra a quelle di Francia. In Italia e in Prussia, nelle strade nei teatri in provincia e in città i giochi di prestigio vengono realizzati con pieno successo. Nomi importanti che rimarranno indelebili nella storia: come Philippe e i grandi italiani Pinetti e Bosco, che si affacciano prepotentemente alla ribalta del mondo, fanno parlare di sé e alcuni giochi sono tanto sbalorditivi da far riaffiorare ancora una volta la parola "magia". Agli inizi del secolo scorso, il prestigiatore si evolve allestendo spettacoli faraonici nei quali brillano le stelle di Kellar, Thurston, Houdini, Lafayette, Blackstone e Danté, per diventare negli anni sessanta vedette dei Music Hall e Night Club o riviste sfarzose tipo "Lido", "Moulin Rouge" di Parigi. Negli anni settanta grazie alla sofisticata elettronica con l'evento importante della televisione è fenomeno di costume! Applaudito dai grandi, emulato dai bambini che alla fatidica domanda "cosa farai da grande" rispondono "il mago" negli anni ottanta il gioco di prestigio raggiunge una popolarità immensa e un grande risveglio popolare. Nei negozi di giocattoli e nelle cartolerie vanno a ruba le scatole di micromagia e i manuali di come si diventa prestigiatori.

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