Club associazioni gruppi e circoli magici nascono come funghi in tutte le regioni, e fanno si che il gioco di prestigio non sia più arte esclusivamente scenica, ma un vero e proprio hobby fedelmente seguito da personalità esimie nel mondo della politica, dell'arte e della cultura. Parecchi sono bravi altri eccellono. Anche i trucchi si sono adeguati ai tempi e fioriscono a migliaia, sempre nuovi, sempre interessanti, sempre attenti a portare nuovo lustro a quest'arte tanto antica, un tempo diabolica e oggi tanto simpatica, un'arte che è un gioco continuo, allegro e sempre pronto a strappare un applauso sentito nell'adulto e un sorriso meravigliato nel bambino. Il fascino è, a mio avviso, determinato dalla possibilità insita in ognuno di poter meravigliare, stupire per accentrare in questa epoca di massificazione e omologazione, l'attenzione e l'interesse su di sé, con il piacere narcisistico che si intersecano per esorcizzare l'anonimato. A mio modesto parere, e da un punto di vista psicologico, è il nostro puer aeternus, il bambino eterno ed egocentrico che affiora per sfuggire all'incubo della spersonalizzazione individuale. È interessante notare che la pratica di questo hobby che è scienza ed arte nel contempo (essendo scienza il substrato tecnico e metodologico del gioco; e arte la sua esecuzione e presentazione) non ha mai raggiunto in Italia la propagazione e la diffusione come negli ultimi trent'anni. Oggi, nel 2000, la moda per questo tipo di spettacolo che è pur sempre per il profano una porta aperta sull'impossibile, sul fantastico, su ciò che apparentemente è irrazionale, ha permesso al prestigiatore di evolversi, indossando con disinvoltura un impeccabile smoking o un vestito da passeggio assumendo soprattutto la veste di personaggio a tutto tondo che, negli spettacoli televisivi ottiene serate speciali dedicate a quest'arte, con indici d'ascolto alla pari di star del rock. Non dimenticando che sulla scia di una moda americana, ci sono oggi centinaia di prestigiatori (migliaia e migliaia nel mondo) che non disdegnano di esibirsi nelle micromagie ai tavoli di noti restaurants. "Micro", perché gli oggetti utilizzati sono piccoli: spille, carte, palline di spugna, monete che possono essere presentate dietro un tavolino, con un limitato gruppo di spettatori seduti di fronte, favorendo l'iniziativa di un lavoro professionale e semi, a una moltitudine di appassionati di quest'arte antichissima. I nuovi proseliti si avvicinano al gioco di prestigio oltre che per le motivazioni sopraccitate, anche, e credo di non sbagliarmi come approdo dilettevole pari a un piacere sostitutivo, a qualcosa che ci faccia evadere dalla piatta routine quotidiana. Insomma qualcsa che stimoli la nostra fantasia, promuovendo un processo creativo ed evolutivo di indubbio valore personale e sociale.

Silvan

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