INTER(NET)VIEW in esclusiva per la community
SuperEva con il famoso prestigiatore italiano SILVAN E' con grande piacere che, in esclusiva per la community di SuperEva, ho la grande occasione
di intervistare e di dare il benvenuto a SILVAN, il più famoso prestigiatore italiano, recentemente insignito, per la seconda volta a distanza di dieci anni, dalla ACADEMY OF MAGICAL ARTS di HOLLYWOOD del titolo di "Magician
of the year" (prestigiatore dell'anno). Un titolo
molto prestigioso questo, Signor SILVAN, che fa onore all'arte magica italiana nel mondo oltreché alla sua persona: vorrei che Lei descrivesse che cosa ha provato nel momento in cui Le è stato consegnato l'award dopo essersi
esibito in uno show di 25 minuti nei quali ha presentato delle grandi illusioni e il suo numero di manipolazione, dinanzi ad una platea composta dagli illusionisti più famosi e importanti del mondo che Le hanno tributato una
standing ovation. SILVAN: Ho rivisto me stesso a undici anni all'Oratorio della mia Venezia e il volto di mia madre e di mio padre. Mi sono commosso ed ho espresso, con gli occhi umidi, un "grazie"
che proveniva dal profondo della mia anima. Mi ha inorgoglito ma anche responsabilizzato. Sono momenti, fotogrammi che contano nella vita. Non passano così, come un soffio di vento. Ho dedicato il premio a tutti i bravissimi maghi
che nel mondo non ce l'hanno fatta. Per SILVAN chi é il prestigiatore e che cos'è la magia?
SILVAN: Il prestigiatore è colui che coglie nell'aria migliaia di carte, che sa dar vita
dal palmo delle sue mani a bianche colombe, che taglia una splendida ragazza in più pezzi e la fa volteggiare a mezz'aria, che ha il potere di trasformare gli oggetti e di carpire il pensiero altrui. E' colui che stravolge le
regole della realtà. E' colui che ognuno di noi da bambino avrebbe voluto essere, perché racchiude il potere, il potere della magia, che è incommensurabile, infinito, eterno. Perché la magia risolve tutto e può farci sentire quello
che non siamo. Crescendo, nell'immaginario collettivo, l'illusionista rappresenta un artista che si scolla dalla parete tappezzata di personaggi scontati del mondo dello spettacolo, perché possiede una sua particolare fisionomia.
E' un marchio ben definito perché esplica un'arte antichissima e sempre di attualità. Il suo fascino, a parer mio, é determinato dal ruolo che sostiene e dal pubblico che gli accredita poteri che non possiede. Il prestigiatore,
come l'illusionista, é un personaggio che illude con il potere dell'immaginario e della fantasia. Si gestisce, per illudere prima se stesso e poi per illudere meglio gli altri. Pirandello scriveva che se non sai fingere, non potrai
mai sentirti un re. E necessita di una creatività e inventiva senza confini. Qual è la
performance magica che di più in assoluto, rispetto ad altre, le offre la possibilità di essere in totale sintonia con il suo pubblico? SILVAN:
Senza alcun dubbio la manipolazione di centoquaranta carte che continuo ad eseguire a tutt'oggi, accompagnato musicalmente dal concerto n° 21 di Mozart. Il suo stile, la sua personalità, il suo carisma fanno di Lei una persona veramente magica, alcuni prestigiatori hanno e tuttora cercano di imitarLa, naturalmente ottenendo
scarsi risultati, perché una copia non potrà mai essere l'originale. Qual è il segreto che La rende unico? SILVAN: La ringrazio per questi
complimenti sicuramente immeritati e le risponderò, con molta onestà, che non lo so. Non me lo sono mai chiesto. So soltanto che nel lavoro infondo la mia persona, quello che sono. Maghi si nasce o si diventa? Quali sono i suggerimenti che Lei darebbe ad un giovane che si avvicina
per la prima volta alla prestidigitazione? SILVAN: Maghi si nasce e si diventa. La
domanda potrebbe essere ugualmente rivolta ad un concertista. E ad altri cento professionisti nel campo dell'arte: danza, scultura, pittura ... C'è chi diventa e chi nasce. Conoscere i propri limiti. L'esperienza non s'improvvisa.
Specializzarsi in quello che si sa fare meglio. Studiare, studiare e studiare per realizzare se stessi senza sprecare energie per scopi fuorvianti. Avvicinarsi alla professione in maniera seria. Lo dico sempre ai giovani: non si
vive grazie all'arte, a meno che non si raggiungano certi risultati. Però dico anche, parafrasando Mark Twain: "Non abbandonare le tue illusioni, perché una volta che le hai perse, tirerai lo stesso a campare. . . ma la tua
vita non sarà più la stessa!".
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